Per cosa è fatta la tua mente?

PER COSA È FATTA LA TUA MENTE?

Il discorso è complesso e delicato, cercherò di renderlo semplice per quanto sia multi-sfaccettato. E’ complicato, dal momento che qui neurologia e antropologia si incontrano. Ma seguimi.

Fino a poche migliaia di anni fa e per la bellezza di oltre 200 mila anni, l’essere umano è stato un cacciatore.

Non voglio discutere delle implicazioni etiche di uccidere gli animali e sterminare intere classi di viventi, ma solo dei fattori “psichici”.

Ti trovavi nella tua grotta o nella tua capanna, vestita di pelli. Avevi vestiti a sufficienza per proteggerti dal freddo, un letto caldo su cui dormire e un luogo delimitato attorno, in grado di proteggerti, che chiamavi casa.

Attorno a te, la natura selvaggia e incontaminata. Montagne, pianure, distese infinite, piene di vegetazione e di animali. Il cielo era privo di inquinamento, l’aria che respiravi era vera aria terrestre.

Quando di notte guardavi il cielo, potevi vedere tutta la Via Lattea nella sua infinita bellezza.

Avevi una conoscenza frammentaria del mondo, soprattutto dal punto di vista scientifico e logico-causale, però eri consapevole di fare parte del pianeta e ciò che i tuoi occhi vedevano, era bellissimo.

Puoi immaginare che effetto può fare tutto questo sulla tua psiche? E’ come quando guardi il cielo stellato in una notte senza Luna, in alta montagna.

PACE. MAGIA. COMMOZIONE.

Per noi oggi questa è l’eccezione. Un tempo era la normalità.

Poi, quando le tue provviste finivano, con i tuoi compagni di clan andavi a caccia. Ti preparavi, ti vestivi, affilavi le tue armi fatte di pietra e ossa. Visualizzavi nella tua mente l’istante in cui ti saresti trovata di fronte un Mammut Lanoso, alto 4 metri e pesante 7 tonnellate.

Un animale alto 3 volte te, e pesante 70 volte te.

Puoi immaginare che cosa si prova a doverlo cacciare, combattere e poi ucciderlo?

ADRENALINA, ECCITAZIONE, FOCUS MENTALE ESTREMO.

Sai che ci sentiamo più vivi nell’istante in cui la vita e la morte si incontrano e danzano insieme? Ecco, era ciò che potevi provare ad ogni battuta di caccia.

La magia e il misticismo di togliere la vita ad un animale enorme, sentire i suoi lamenti mentre muore, vedere i suoi occhi che si spengono. Provare con lui la tristezza e lo sconforto di chi sta lasciando prematuramente questo mondo, sapendo però dentro di te che la sua energia vitale vivrà in te, non appena lo avrai mangiato.

A volte qualcuno mi dice “Ivan, sono depresso”. E io penso “Ok, che cosa nella tua vita ti fa sentire vivo?”.

La te stessa del passato non si sarebbe mai sentita depressa, perché per tutta la sua vita, ha alternato emozioni estreme a pace estrema.

LOTTA, PERICOLO DI VITA, CACCIA E ASSASSINIO. Alternati a STUPORE, AMMIRAZIONE, CALMA, PACE.

Puoi vederlo anche nel tipo di dieta che seguivano. Giornate di semi-digiuno fatte da poco cibo a bassa densità energetica (principalmente frutta secca e le poche piante commestibili che esistevano) alternate a giornate iper-caloriche da 10 mila calorie, con chili di carne di erbivoro, cavallo, alce, mammut. Carne estremamente grassa e ricca di glicogeno (gli antichi mangiavano si i muscoli degli animali, ma soprattutto gli organi ricchi di zucchero).

Il succo del discorso è: Tu, oggi, quanto spesso ti senti viva? Quanto spesso spingi al massimo sull’acceleratore e puoi realmente dare il tutto per tutto?

In una società in cui se metti una mano in faccia al tuo “nemico”, poi finisce male, in tribunale (con il tuo capo, con chi ti spinge e ti supera in fila al supermercato, con chi ti suona in auto, con chi ti fischia per strada urlandoti “az***coo***lllaaaa”).

In una società costruita attorno a valori cristiani, del porgere l’altra guancia, dell’inginocchiarti sempre di fronte all’autorità (ecclesiastica e non), dell’essere umile e sottomessa e schiava di qualcosa di più grande (Dio, l’Imperatore, lo Stato, il Capo, l’Autorità).

Quanto spesso ti senti viva?

Il problema non è solo tuo ma è culturale, è la cultura entro la quale siamo cresciuti ad averci insegnato che “se alzi la voce in una discussione sei un pazzo” e “non bisogna mai portare la disputa su un piano fisico” e “devi avere timore e rispetto reverenziale dell’autorità” e “togliere la vita a qualcuno è sempre sbagliato” e “devi essere umile, vivere a bassi giri. Perché chi va su di giri, finisce male”.

Non dico che ogni precetto cristiano è sbagliato né dico che in uno stato civile, saper fermare gli dei della guerra che vivono dentro di noi, non sia giusto.

Dico però che SE SAI IL DIO CHE STAI FERMANDO, allora lo riconosci, lo rispetti, e poi puoi onorarlo e pagargli il suo tributo.

Quando dico Dio, intendo ARCHETIPO PSICHICO. Mi riferisco all’inclinazione naturale e primordiale che ognuno di noi ha al proprio interno.

Inclinazione, archetipo, Dio, che ci spinge verso l’arte.

Mentre un altro archetipo ci spinge verso l’amore.

Mentre un altro archetipo ci spinge verso la guerra.

Il discorso come ho detto è complesso ma se vuoi approfondirlo, i libri di James Hillman, a partire da “Il Codice dell’Anima” e da “Un Terribile Amore per la Guerra”, possono sicuramente guidarti.

Qual è il succo del discorso?

Il succo del discorso è che viviamo una vita di REPRESSIONE.

Verso ogni tipo di sentimento e di emozione che è FUORI FASE rispetto a ciò che ci hanno insegnato, culturalmente.

E dal momento che culturalmente ci hanno insegnato ad essere costantemente moderati, e dal momento che viviamo vite estremamente moderate, fatte di:

– “mi alzo quando non ho voglia di alzarmi anche se resterei a letto a dormire, e vado al lavoro, in auto, imbottigliato nel traffico, ad una velocità che non mi piace, respirando aria che non mi piace, guardando case grigie e un cielo grigio, che non mi piace”

– “poi in ufficio faccio un lavoro che non mi piace, molto spesso circondato da persone che non mi piacciono, con un capo che non mi piace, per una “missione di vita” che non mi piace”

– “poi torno a casa e devo avere pazienza con i figli, per educarli a diventare dei cittadini modelli, ubbidienti, sottomessi, educati. Devo essere gentile col marito, devo dirgli che lo amo e che lo voglio, anche se oggi sinceramente mi sarei fatta bombare volentieri da quel ragazzo che ha portato la posta in ufficio”

Questa è una vita mediocre che causa repressione. Frustrazione. Tristezza. Depressione.

Siamo tutti depressi. Depressi sub-clinici, non così tanto da tentare il suicidio, ma abbastanza da non sapere più che cosa ci da emozione e che cosa ci fa sentire vivi.

Che cosa ti sto dicendo, quindi?

Ti sto dicendo di riconoscere che l’alternanza tra PACE TOTALE e VIOLENZA TOTALE, fa parte della vita. Fa parte di te. Fa parte del modo in cui la tua psiche è stata cablata da CENTINAIA DI MIGLIAIA DI ANNI di storia.

Ti sto dicendo che il modo di vivere dell’asceta buddista o cristiano, che è sempre pacifico, sempre moderato, sempre “soffocato”, non è normale.

E ti sto dicendo anche che devi dare spazio nella tua vita, sia alla pace che alla guerra.

LA PACE:

– sotto forma di 10-20 minuti al giorno di meditazione

– sotto forma di esercizi di contemplazione in cui metti in bocca una fragola o un pezzo di cioccolato e a occhi chiusi provi a gustarla al 100%

– sotto forma di passeggiate in luoghi incontaminati, guardando il cielo stellato

– sotto forma di stretching, respirazioni, allungamenti, torsioni e “distensioni”, come un gatto quando si stira

– sotto forma di TE CHE TI PRENDI IL TEMPO PER RIPOSARE, PER RESPIRARE, PER STARE CON TE STESSA SENZA NESSUNO ATTORNO

E LA GUERRA:

– sotto forma di una tensione travolgente verso i tuoi obiettivi, verso i tuoi sogni, verso il lavoro e verso la tua realizzazione

– sotto forma di allenamenti in palestra tirati alla morte, intensi, passionali, in cui fai uscire tutta la rabbia che hai dentro (e che forse nemmeno sai di aver dentro, perché la vita ti ha insegnato che il Dio della Rabbia è un Dio cattivo, che va soffocato e respinto)

E poi sotto forma di qualche sport che prevede una forma di gioco e di confronto fisico con il tuo avversario.

Tennis, Ping Pong, Squash, Scherma, Lotta, Pugilato, Videogiochi violenti (prova a giocare ad un picchia duro o ad uno sparatutto, e poi mi dirai se non ti ricevi scariche di adrenalina e soddisfazione estrema nel distruggere il tuo avversario e ucciderlo, letteralmente (ma solo nel gioco, ovvio)).

Dedicati a qualcosa, se ne hai tempo, in cui puoi ANNIENTARE il tuo avversario.

Non importa se lo fai con una racchetta da Ping Pong in mano, o se per farlo devi dargli un pugno in bocca e metterlo KO (come nella Boxe). La cosa importante è che nella tua vita, esista un momento in cui hai modo di “staccare la mente” e far andare veloce il tuo corpo, concentrata e focalizzata nell’intento di VINCERE e PRIMEGGIARE sull’altro.

Ricorda:

– alterna momenti di pace estrema, a momenti di attivazione estrema

Non vivere sempre e solo nel mezzo. Soffocata, moderata, frustrata.

Altrimenti ti sentirai sempre triste e insoddisfatta, sempre incompleta.

Concludo con una domanda, anzi due.

Regala più autostima lo sventrare un Mammut in una battuta di caccia, o il dire al tuo capo “si si, entro le 14 la relazione sarà sulla sua scrivania, mio grandissimo padrone”?

Regala più pace e appagamento il guardare il cielo stellato in un luogo incontaminato e con pochi altri esseri umani attorno, o lo spegnerti davanti al TV mentre guardi una serie su Netflix che di fatto, non apporta nulla alla tua vita?

Oggi, quando ti alleni, allenati al massimo. Tira fuori i tuoi demoni e dagli modo di esprimersi. Perché anche loro meritano rispetto e attenzioni. Dato che è grazie a quei demoni, se i tuoi avi sono sopravvissuti e non si sono fatti mangiare da una tigre dai denti a sciabola o uccidere dagli invasori del villaggio vicino.

E poi, quando sei a casa stasera, vai in una stanza da sola, spegni le luci, apri la finestra (se fuori c’è silenzio). Guarda un po’ il cielo, fissa la Luna, se c’è. E poi siediti, chiudi gli occhi, e medita. Concentrati sul respiro. E ricordati che non sei tu ad essere sbagliata se la vita non ti da soddisfazione, ma è il modo in cui la viviamo.

http://www.allenamentoxwoman.it/offerta

Ciao

Ivan Orizio

Fitness Coach, autore e creatore di XWOMAN

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