Il duro lavoro è la vera moneta per il successo?

IL DURO LAVORO È LA VERA MONETA PER IL SUCCESSO?

Ho letto un libro.

Non ricordo il titolo.

Al suo interno si dice che per diventare eccellenti in qualcosa, dei top class a livello mondiale, è necessario accumulare 10 mila ore di pratica.

5 ore al giorno, 30 giorni al mese per un totale di 150 ore al mese.

1500 ore all’anno considerando 2 mesi all’anno di riposo e/o giornate di riposo distribuite nel corso dell’anno.

300 giorni all’anno di impegno quindi, e non 365.

1500 x 6.5 anni.

6 anni e mezzo di pratica, per diventare un top rank mondiale in una disciplina.

È davvero così? In parte, ma c’è qualcosa che la pratica non può comprare.

Se vuoi diventare un avvocato rampante, nascere figlia di avvocati e/o di giudici, ti aiuterà molto.

Da un lato, l’ambiente culturale nel quale sei inserita fin dalla più tenera età, ti aiuta ad accumulare quelle famose 10 mila ore di pratica in modo naturale. Spontaneo.

Dall’altro lato, le relazioni costruite dalla tua famiglia nel corso della LORO vita, ti avvantaggiano e facilitano l’ascesa nel corso della TUA vita.

Traduco:

Per suonare correttamente il violino servono circa 6000 ore di pratica.

6000 ore di pratica PER SUONARLO, ma non per primeggiare. Per primeggiare, serve talento e circa 15-20 mila ore di pratica.

Se una bambina nasce in una famiglia di musicisti, e in particolar modo di violinisti, potrà iniziare a suonare in tenerissima età e macinare quelle ore di pratica in modo naturale, spontaneo, sotto la guida di esperti (i genitori).

Allo stesso tempo, è estremamente difficile che un bambino sviluppi una passione innata per il violino, se nasce in una famiglia di contabili e se nessuno tra i suoi mentori diretti, suona il violino.

I soldi dei genitori potrebbero colmare il gap “relazionale” e iscrivere la bambina ad un corso di violino con i migliori insegnanti, e farle frequentare lezioni private.

Ma è difficile per un “non nato nel posto giusto”, sviluppare non soltanto le conoscenze e le abilità, ma anche l’attitudine giusta.

Per questa ragione, è quasi impossibile per chi inizia a suonare il violino al di sopra dei 5-6 anni di età, diventare un violinista di livello mondiale.

Come ho detto infatti, l’inizio in età precoce è direttamente collegato con la fortuna di nascere nella famiglia giusta.

Mi è capitato di incontrare un bambino su un treno, anni fa. Aveva 12 anni e viaggiava da solo, stava leggendo un tomo universitario di neurologia. In inglese. Quindi ha attirato la mia attenzione (di solito guardo “bambine” over 25 e under 55).

Gli ho chiesto come mai stesse leggendo un libro simile, e mi ha risposto che stava conseguendo il secondo dottorato.

Un genio? Probabilmente.

È tuttavia richiesto un quoziente intellettivo di solo 110 per conseguire una laurea in medicina.

Il 99% di noi ha un quoziente intellettivo attorno ai 105-110, e senza allenamento. Deduco quindi che se allenassimo la nostra intelligenza fin da bambini, crescendo in un ambiente culturale stimolante, potremmo tutti, con poche eccezioni, laurearci in neurologia a 13 anni.

Avrei voluto conoscerne il padre. Che fosse un neuro-chirurgo o uno psichiatra, e/o qualcuno incredibilmente interessato allo sviluppo cognitivo dei figli?

L’allenamento, inteso come “elemento post-natale legato allo sviluppo di un’abilità o di conoscenze specifiche”, non può prescindere dai fattori innati.

Non può prescindere da fattori pre-natali.

Pre-natale, è il tuo codice genetico.

Se nasci bassa, non diventerai mai una professionista in NBA.

Se nasci povera, al di là di eccezioni nell’ordine di 1 su decine di milioni, non morirai mai con un miliardo di dollari di patrimonio personale.

Allo stesso modo, se non nasci figlia di musicisti, è altamente probabile che non diventerai mai una tra le migliori musiciste del mondo.

Mozart è stato un grande compositore. Forse il migliore di tutta la storia. Ma è nato nel contesto perfetto. Figlio di un grande compositore e insegnante di musica dell’epoca, che nel corso della sua vita, aveva sviluppato relazioni con la casta nobiliare di Salisburgo.

Mozart avrebbe potuto maturare il suo “genio precoce”, se non fosse stato esposto in età precoce a stimoli educativi e a relazione sociali altolocate e stimolanti? Ne dubito fortemente.

Genio precoce, poi… o allenamento precoce e “opportunità precoci”?

Come esseri umani, siamo portati a misurare il successo di qualcuno, dai suoi risultati.

Dimenticandoci però che l’impegno necessario a realizzare un obiettivo, non è simmetrico e dipende molto dalle condizioni di partenza di ognuno di noi.

Ho 39 anni, sono un imprenditore, un grande studioso, e mi ritengo un professionista nel mio campo. Eppure non possiedo un patrimonio nemmeno di un milione di euro (se consideriamo l’avere un milione di euro come possedere un milione sul conto corrente e/o sotto forma di liquidità).

Come paragonare il mio “genio imprenditoriale”, a chi è nato multi-milionario e ha potuto beneficiare fin dalla più tenera età, di mentori, risorse e relazioni di alto livello, costruite dai propri genitori quando lui non era ancora nato?

Il discorso è valido per me, e lo è anche per te.

Misuri il tuo “successo nel Fitness” guardando ai risultati che hai oggi, dimenticandoti che:

– se i tuoi genitori non hanno avuto cura della tua salute

– del tuo passato sportivo

– della tua forma fisica

– delle tue capacità motorie (l’arte di saper eseguire un movimento con poco apprendimento e praticandolo poche volte)

– delle tue conoscenze in termini di allenamento, alimentazione e soprattutto motivazione (come superare le difficoltà, come usare il dolore per motivarti, come non arrenderti mai)

È altamente probabile che tu oggi sia una persona MEDIAMENTE DEBOLE (fisicamente e psicologicamente), perché nessuno ti ha insegnato ad essere forte (né ti ha offerto le occasioni per sviluppare la tua forza fisica e mentale).

Il discorso è complesso e multi-sfaccettato, ma il succo è che non devi colpevolizzarti per ciò che oggi NON HAI, di positivo, o che hai in negativo.

Quando guardi gli altri, non guardare solo al loro successo, ma studia anche il percorso che hanno fatto per arrivare dove sono.

Molto spesso ti accorgerai che quel percorso è stato “facilitato” da una buona moltitudine di fattori non sotto al loro controllo.

Concludo dicendoti che Donald Trump si definisce un Self Made Man. Ma è nato con un patrimonio (del padre) di 400 milioni di dollari. Non credere quindi alle bugie che il mondo ti racconta. Non essere troppo buona nell’ammirare gli altri. E allo stesso tempo, non essere troppo dura con te stessa.

Riflettici.

http://www.allenamentoxwoman.it/offerta

Ivan Orizio

Fitness Coach, autore e creatore di XWOMAN

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