Dedicato a tutti quelli che sono depressi (e anche a coloro che vivono solo in funzione dei momenti felici)

DEDICATO A TUTTI QUELLI CHE SONO DEPRESSI (e anche a coloro che vivono solo in funzione dei momenti felici)

VIVIAMO NEL DOMANI MA LA VITA È OGGI

Questo articolo ti farà male, ti consiglio di leggerlo dopo aver bevuto almeno un paio di bicchieri di buon vino rosso, oppure dopo aver fumato dell’erba, o dopo aver assunto qualche microgrammo di LSD.

Viviamo costantemente nel domani, perdendo di vista il fatto inconfutabile che la vera vita è OGGI.

Lo so, lo so, hai già sentito questa frase un miliardo di volte; eppure, continui giustamente a vivere in momenti differenti dall’istante presente.

“Ivan, è normale, la mia mente corre ai ricordi del passato e ai problemi e alle aspettative che nutro verso il futuro. È assolutamente normale quindi che io non viva esattamente nel presente, o no?”.

È normale? Si, fa parte del modo in cui la mente funziona.

Ma forse fino ad oggi hai usato la tua mente nel modo sbagliato. Mossa dalla continua ricerca della felicità e dalla continua fuga dal dolore.
Immagina la tua vita come se fosse un grande quadro. Pieno di pennellate, di sfumature, di figure in primo piano e sullo sfondo.

Il sogno di ognuno di noi è rendere questo quadro un’opera d’arte meravigliosa.

Pensiamo “quando morirò, vorrò guardarmi indietro e sapere che ho reso la mia vita un’opera d’arte degna di essere vissuta, senza rimpianti e senza rimorsi. Un’opera felice e grandiosa”.

Fino a qui, siamo tutti d’accordo.

C’è però un problema. UN GROSSISSIMO PROBLEMA.

Tu, vale a dire la TE STESSA di questo istante, al momento – in questo esatto momento presente – NON SEI sintonizzata sul quadro intero.

La tua consapevolezza NON è tarata sull’intero quadro.

Perché tu NON sei il tuo quadro.

Lo ripeto: tu non sei il quadro più di quanto un raggio di Sole non è il Sole stesso.

Il quadro intero è la tua vita ed è fatto da circa 80 anni, equivalenti a 960 mesi, equivalenti a loro volta a 28 mila e 800 giorni, equivalenti a loro volta a 691 mila e 200 ore, equivalenti a loro volta a 41 milioni e 472 mila MINUTI.

Al momento, in questo istante, tu stai vivendo all’interno di uno di questi minuti.

È evidente quindi che la tua attuale consapevolezza del momento presente, in questo preciso istante, sta vagando in una finestra temporale che va da “ora” a “domani” a “ieri” o poco meno o poco più.

Stai quindi “ballando” all’interno di un frangente temporale molto ristretto costituito da minuti, ore e giorni.

Ora… seguimi nella tana del bianconiglio piccola Alice.

Per proseguire con la metafora del quadro, al momento ti trovi all’interno delle goccioline di una pennellata.

Tu non sei il quadro.

Tu non sei il pennello.

Tu non sei l’immagine in primo piano o l’immagine sullo sfondo.

Tutto questo è la tua vita. Fatta dal tuo passato e dal tuo futuro che non si è ancora verificato.

Ma tu NON sei la tua vita.

Tu sei, al contrario, una piccola goccia colorata che in questo preciso istante sta impattando contro la tela del tempo.

Il tuo quadro è una grande tela fatta dalle maglie del tempo.

Ma tu non sei il quadro.

Né sei il pennello.

Non sei un’immagine in primo piano o sullo sfondo.

Quello è il modo in cui Dio guarda alla tua vita. Un Dio al di là del tempo, che in un singolo istante, conosce tutto di te. Ciò che è stato. Ciò che è ora e ciò che sarà in futuro.

Ma la tua consapevolezza non è fatta per abbracciare tutta l’opera nella sua immensità.

L’opera, nella sua immensità, è la tua vita, che, come ho detto, è fatta da circa 50 milioni di minuti.

80 anni = 50 milioni di minuti

Ci sei piccola Alice? Immagino di si.

Bene, veniamo alla parte calda di questa riflessione.

L’opera d’arte è fatta di pennellate, alcune sono colorate, altre sono scure, altre sono bianche.

Alcune vanno verso l’alto, altre verso il basso.

Alcune disegneranno un volto, altre una gamba, altre ancora un’immagine sullo sfondo.

Ma lo ripeto, tu non sei l’immagine completa, ma al contrario, stai vivendo all’interno di una singola goccia.

Questa goccia ha un sapore e un colore.

È ciò che tu e gli psicologi chiamate “stato d’animo” o “forma mentale” o “emozioni”.

Alcune emozioni hanno un colore chiaro, altre un colore scuro, alcune sono felici e altre tristi.

Alcune vanno verso l’alto e altre verso il basso.

Ma ascoltami bene.

La felicità e la tristezza sono soltanto colori che fin tanto che sei al loro interno, percepisci come assoluti e come eterni, ma che in realtà determinano soltanto le sfumature di un’opera ben più ampia, che è la tua vita.

Immagina di dover disegnare un cavallo che corre impetuoso con sullo sfondo una prateria, il Sole che sorge e la rugiada che bagna le foglie.

Alcune pennellate utilizzeranno il giallo, altre il rosso, altre ancora il nero e il bianco.

Pensa alle pennellate come se fossero mesi o anni, nella grande tela del tempo, che rappresenta la tua vita.

L’artista, che in questo caso è la vita, in un dato momento deciderà di usare il nero, perché starà disegnando la criniera del cavallo.

È una criniera grandiosa, mossa dal vento e illuminata dalla luce del Sole che sorge. È una criniera brillante, di un nero lucido e splendente. E darà vita, quando l’opera sarà finita, ad un’immagine meravigliosa.

 

Un’immagine meravigliosa che un osservatore esterno potrà apprezzare e gustare ed esclamare “Wow, che vita grandiosa!”.

Ma tu non sei l’osservatore esterno. Lo ripeto.

Tu sei soltanto la goccia che sta impattando contro la tela, proprio in questo istante.

Quindi, dal tuo punto di vista frammentato, sei una goccia nera. Cupa, buia, triste, senza luce.

Ti senti soffocare, senti di essere schiacciata dall’assenza di felicità e luminosità.

Pensi “è tutto nero”, “non provo altro che nero”, “la vita è nera, mi sento morire”.

Sei una goccia nera che sta impattando contro la tela del tempo, e quello che provi è nero, nero, nero. Nera come la criniera di un cavallo impetuoso.

Pensaci.

Quella goccia nera è la tua consapevolezza del presente.

E fa si che tutto sembri nero, questo istante è nero, il presente è nero.

Non riesci più a ricordare le pennellate che contenevano colori differenti, il giallo, il rosso, il bianco, il verde. Ma percepisci soltanto il nero.

Questo è il tuo attuale stato d’animo. Questa è la tua realtà del momento presente.

Questo è ciò che la tua coscienza chiama “infelicità”.

“Depressione”.

“Buio interiore”.

Uno psicologo, nella sua limitata prospettiva temporale, ti potrebbe fornire una diagnosi di “nero”.

“Io, psicologo Mario Rossi, attesto che la mia paziente Simona Bianchi, sta vivendo all’interno di una goccia nera”.

Perfetto.

Per questa ragione, nell’infelicità del nero, la tua mente rimbalza tra il ricordo del passato e il sogno del futuro, pensando a come sarebbe poter vivere un momento colorato fatto da colori differenti dal nero.

Va detto, naturalmente, che questo accade anche quando ti trovi all’interno di una goccia colorata. In quel momento sei felice, in quel momento sei serena, in quel momento ti sembra che tutto sia perfetto.

Sei una goccia gialla, che sta impattando contro alla tela del tempo per dare profondità e colore alla zampa di un cavallo. O alla luce del Sole che macchia di giallo uno specchio d’acqua.

Ma dalla tua percezione, totalmente gialla, ti senti bene, tutto va per il verso giusto.

Hai soldi, hai bellezza, hai affetto, hai tutto ciò che la vita può offrire.

Eppure, sei soltanto una piccola goccia che si sta per imprimere sulla tela della vita, per sfumare la zampa di un cavallo che corre in un prato, libero, calpestando foglie bagnate dalla rugiada.

Sei una goccia gialla, felice, serena, con l’autostima al massimo, che pensa “Oh mio Dio, cosa farò quando questa felicità sarà finita?” e poi pensi “Perché ieri era tutto nero mentre oggi ciò che provo è così giallo? Voglio lasciarmi andare, ma ho paura che il nero ritorni”.

“Ma ora mi sento così bene, quindi mi godrò questo momento e mi immergerò in questo grande lago giallo, non pensando più a nulla. O almeno ci proverò”.

A volte è nero.

A volte è giallo.

Quando è nero ti senti soffocare, sei depressa, soffri e provi dolore.

Quando è giallo, sei felice, serena, in pace con la vita.

Quando è rosso, provi passione, rabbia, impeto.

Quando è verde, sei spirituale, riflessiva, introversa.

Quando è blu, sei altruista, vuoi connetterti con gli altri e rendere il mondo un posto migliore.

È tutto così assoluto e “per sempre”.

Ma in realtà sono soltanto gocce che impattano su una tela.

E mentre leggi questo articolo, stai pensando “È vero, sono soltanto gocce che impattano sulla tela”, e contemporaneamente rimbalzi tra il passato e il futuro, le cose che devi fare, i sogni che vuoi realizzare, i dolori da cui stai fuggendo, i ricordi che vorresti rivivere, i rimpianti che non ti danno pace.

Sei quindi trascinata avanti e indietro in percezioni e in stati d’animo, legati alle speranze verso il futuro, e alle paure di ieri e di domani.

Ma voglio darti una mano. Una prospettiva differente rispetto a ciò che ti hanno sempre detto.

Quando sei all’interno di una goccia gialla, prova a viverla a pieno.

Quando sei all’interno di una goccia rossa, prova a viverla a pieno.

Quando sei all’interno di una goccia nera, prova a viverla a pieno.

Non pretendere che tutto sia giallo. O rosso. O verde.

E non pensare che tutto sarà nero, dal momento che ora è nero.

Quando senti di poter vivere nel presente, perché ti piace ciò che stai provando, allora immergiti. E cerca di isolarti dal domani e dal ieri.

Se tutto è giallo, immergiti.

Se tutto è rosso, immergiti.

Se tutto è nero, immergiti.

Se il presente è nero, assaporalo, esattamente come faresti con un momento rosso o giallo o verde.

Se il Dio della felicità, viene a bussare alla tua porta, fallo entrare, bevi con lui e danza con lui.

Se il Dio del dolore viene a bussare alla tua porta, fallo entrare, bevi con lui e danza con lui.

Solo così alla fine disegnerai un’opera d’arte con colori accesi e pieni.

E se ogni tanto ciò che senti è troppo doloroso e troppo distruttivo, allora amplia la tua prospettiva e pensa al quadro.

Se il Dio del dolore è troppo duro con te, allora chiedigli un attimo di pausa, e riporta alla tua mente tutti gli altri incontri con tutti gli altri Dei.

Pensa al tempo.

Pensa al fatto che la tua coscienza è solo un frammento di consapevolezza nell’eternità.

E pensa al fatto che il Dio del dolore, il Dio della passione, il Dio dell’altruismo, il Dio della paura, sono soltanto il contenitore del colore all’interno del quale l’artista intinge il pennello, al fine di disegnare un’opera d’arte grandiosa.

La tua vita, lunga o breve che sia, sarà fatta da tanti momenti costituiti a loro volta da tantissime gocce di tantissimi colori differenti. Da tantissime divinità differenti che ti parleranno di tantissime cose differenti.

Alcune ti piaceranno e altre no.

Non pretendere però troppo dalla goccia nella quale stai vivendo. Non pretendere troppo dalla conversazione che il Dio che hai di fronte, ti sta ponendo.

Chiedi alla tua goccia soltanto di essere il meglio di ciò che può, vale a dire più rossa possibile, o più nera possibile, o più gialla possibile, o più bianca possibile.

Affinché l’opera d’arte alla fine, sia fatta da colori densi e pieni, piuttosto che annacquati e inconsistenti.

Quando un angelo bussa alla tua porta, invitalo nella tua dimora e parla con lui.

Quando il diavolo bussa alla tua porta, invitalo nella tua dimora e parla con lui.

Più sfumature l’opera avrà, più colori l’opera avrà, più pienezza e profondità l’opera avrà, e più il Dio al di sopra di ogni cosa, si rallegrerà guardando il grande quadro della tua vita.

 

Ivan Orizio
Fitness Coach, Autore e Glute Specialist

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